Il caffè Letterario

In un clima di relax, dopo una giornata stressante, un buon caffè, un bicchiere di vino da sorseggiare e tra le mani e davanti agli occhi un libro da sfogliare ed esplorare attentamente. Quale miglior abbinamento tra il sapere e il sapore, tra il gusto e l’intelletto: il posto giusto potrebbe essere un caffè letterario.

L’incontro tra il classico bar e la biblioteca, rompe la tendenza che porta tutti noi ad orientarci verso una cultura troppo digitale, dimenticando che le origini della scienza e della tecnica stanno nel sapere reale, nell’incontro, nella socializzazione, nello scambio di idee e di sguardi strettamente reali.

Non è assolutamente fantasia unire all’odore di un buon caffè, di un the o una tisana rilassante, di un buon vino o di un pregiato distillato, quel profumo tipico della carta stampata, sprigionando alchimie uniche, pensieri colorati e riflessioni profonde. Non è assolutamente fantasia sprigionare questa magia in locali come il nostro, dove ogni avventore, viene accolto come un viaggiatore in cerca di nuove emozioni, dove il gusto e l’olfatto trovano pace nella riflessione, nello scambio d’idee, nell’amicizia e nella passione comune.

La nascita dei primi caffè letterari in Europa è da collocare sul finire del ‘600 con un crescendo senza sosta ed un successo senza precedenti che coincide con l’avvento dell’Illuminismo francese.

Si racconta che solo a Parigi, alla fine del ‘700, l’epoca d’oro dell’Illuminismo, si contassero già 300 caffè diventati, luoghi nei quali decine di giovani intellettuali si adoperavano discutendo di arte, libri, storia, attualità, costumi sociali, musica.

La cultura in questi caffè diventati, di fatto, caffè letterari, era passata, a partire dalla Francia illuminista, dalle mani della nobiltà a quelle della borghesia imperante. Così, poco dopo, avvenne in Inghilterra dove le Coffee Houses misero assieme scrittori, poeti e uomini d’affari che discutevano di nuovi investimenti, libri, arte, scoperte scientifiche.

L’800, e più ancora il ‘900, segnò, anche in Italia, la nascita di numerosi caffè letterari dove nobiltà e borghesia si ritrovarono assieme. Pietro Verri aveva fondato la rivista illuminista più famosa d’Italia e l’aveva chiamata «Il Caffè» raccontando tutto quello che avveniva nei numerosissimi caffè letterari nati in Italia in quel tempo dove famossimi scrittori, poeti, artisti, intellettuali amavano ritrovarsi.

(fonte: caffeletterari.it)

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